Dalla Biennale al Macro 'Apocalyptic Black Mirrors II'

Roma, 29 mar. (AdnKronos) - 'From La Biennale di Venezia to MACRO. International Perspectives'. Si chiama così il nuovo progetto espositivo, ideato e curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, dedicato alla presentazione presso gli spazi del MACRO di alcune installazioni internazionali provenienti dalla Biennale Internazionale di Venezia - 56esima Esposizione Internazionale d'Arte, ricomposte e rimodellate site-specific. Il progetto sarà inaugurato dalla mostra 'Gold Water: Apocalyptic Black Mirrors II' di María Verónica León Veintemilla, curata da David Rosenberg, visitabile da giovedì 31 marzo. Promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzato in collaborazione con PDG Arte Communications, il progetto Biennale-MACRO vede convergere insieme le 'prospettive' d’arte di due città che lavorano per far viaggiare le esperienze dell’arte internazionale sul territorio nazionale. Ricerca avviata da Paolo De Grandis già nel 1995 con l’ideazione dei padiglioni esterni alla Biennale di Venezia e la presentazione di nuovi paesi.

L’innovazione sta quindi nel percorso che le opere effettueranno da una città all’altra e da uno spazio all’altro, arricchendosi di significati, nutrendosi di un nuovo pubblico, modificandosi nel nuovo allestimento creato appositamente per il MACRO dai vari artisti internazionali invitati a partecipare. Il progetto e dunque inaugurato da 'Gold Water: Apocalyptic Black Mirrors II' di León Veintemilla, artista fra le più interessanti dell’attuale scena artistica internazionale, recentemente premiata in Ecuador come 'Donna dell’Anno' (sezioni delle Arti e della Cultura). L'autrice rilegge al MACRO quella esplorazione concettuale della sua arte tenutasi appunto alla 56esima Esposizione Internazionale d’Arte nel 2015 presso il Padiglione dell’Ecuador, presente per la prima volta alla Biennale di Venezia.

Con il lavoro 'Gold Water: Apocalyptic Black Mirrors II' l’artista porterà nella MACRO Hall due grandi container contenenti fotografie e installazioni di video arte. L’opera si ispira a due delle primarie fonti naturali di salute e due degli elementi fondamentali per la vita dell’uomo e dell’economia globale: acqua e oro. Strappati dal loro contesto originale, acqua e oro vengono riesaminati criticamente attraverso la storia, la società, l’economia e la cultura in relazione ai valori economici globali. Entrambi gli elementi, chiave del futuro dell’umanità, sono sostentamento di vita, fisicamente ed economicamente, eppure esiste un paradosso: per estrarre l’oro spesso le fonti di acqua vengono distrutte. Nel progetto artistico e concettuale di María Verónica León Veintemilla, la convergenza di Arte e Scienza plasma un amalgama, il mito profetico di una futura distopia causata dall’annientamento della natura da parte dell’uomo e dalla sua cieca obbedienza al consumismo.

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